Juvanum
Comune: Montenerodomo
Provincia: Chieti



Fig. 1 - Juvanum, veduta dall’alto dello scavo archeologico (foto tratta dal sito www.abruzzobeniculturali.it)

L’antico abitato romano di Juvanum era posto lungo l’attuale strada che oggi collega Montenerodomo (CH)  a Torricella Peligna (CH). Il sito, inizialmente un piccolo oppidum preromano abitato dai Carecini, iniziò a svilupparsi nell’Età tardo repubblicana e diventò municipium prima della Guerra sociale. Fu amministrato da quattuorvires (carica eletta dal senato romano che attribuiva a quattro cittadini i poteri giurisdizionali e le funzioni di polizia). Erano presenti anche i seviri augustales (sacerdoti) ed un collegium Herculaniorum (ovvero una corporazione di devoti ad Ercole, divinità locale principale).
Secondo antichi documenti il territorio di Juvanum comprendeva gli attuali paesi di Montenerodomo, Torricella Peligna, Taranta Peligna, Palena e Gessopalena.
Le indagini archeologiche, iniziate in modo sistematico all’inizio degli anni ’60, hanno riportato alla luce i monumenti cultuali posti sulla sommità dell’acropoli: il foro, l’area sacra, ecc.
L’area sacra conserva i resti dell’antico recinto realizzato nel IV secolo a. C., avente duplice funzione sia di delimitazione del  santuario sia di contenimento del terreno soprastante. Tale territorio in epoca medievale fu occupato dall’abbazia cistercense di Santa Maria di Palazzo, realizzata impiegando materiale di spoglio proveniente dell’antica città romana e dalla necropoli.
L’area conserva i resti di due templi, distanti tra loro circa tre metri, che secondo la tipologia delle murature non risultano essere contemporanei.
Il tempio A, collocato sul lato ovest, venne edificato nel II sec. a.C. ed è sicuramente il più antico, la cui struttura è stata stravolta ed inglobata nella costruzione del monastero medievale. Dai materiali di crollo della chiesa è possibile vedere i resti del basamento templare e della cella e si può ipotizzare che esso fosse stato costruito su alto podio con gradinata addossata e quattro colonne poste sulla fronte.
Alla destra del tempio A, nella seconda metà   del   II   secolo  a. C.,  venne eretto un secondo tempio, noto come tempio B, realizzato anch’esso con la stessa tipologia del primo. Ancora visibili sono i resti delle pareti delle scalinate, i muri perimetrali del pronao e della cella e una piccola porzione di pavimentazione a lastroni di calcare.
Alle pendici orientali dell’acropoli sono visibili i resti del santuario  italico e  del teatro romano. Quest’ultimo realizzato nel II sec. a.C. è stato riportato alla luce negli anni ‘40 e restaurato vent’anni dopo da Valerio Cianfarani. Il teatro fu costruito alla maniera greca (composto da cavea, orchestra e proscenio) e se ne conservano le prime sette file di gradini della cavea e parte dell’orchestra.

fig. 2 –Juvanum, teatro (foto  tratta dal sito www.upload.wikipedia.org)

Il foro (m. 62 x 27) è una piazza rettangolare e ben lastricata; alcune lastre conservano tracce di un’iscrizione monumentale che riporta il nome del magistrato, autore dell’opera, ed il suo cursus honorum (ossia le notizie sulla sua carriera). Sulla piazza, completamente adorna di statue onorarie, si aprivano le tabernae (botteghe).
A sud est del foro sono stati ritrovati alcuni ambienti come ad esempio una culina, come attesterebbe la presenza di un focolare centrale, una taberna medica, con il rinvenimento di numerosi attrezzi medici usati anche in campo della cosmetica e della  farmaceutica, e una stanza utilizzata da una ornatrix, colei che svolgeva attività di pettinatrice e di truccatrice.

fig. 3 – Juvanum, resti di mura (foto tratta dall’archivio fotografico del Centro Regionale Beni Culturali)

Tutta la città era interessata da un sistema stradale composto da due vie principali: la via del Foro e la via Orientale entrambe lastricate con basolati regolari.